Il coro
Sappiamo che Eschilo utilizzava un coro di 12 elementi, coreuti, con a capo un corifeo; Eschilo portò i coreuti a 15 in modo tale da poter dividere all’abbisogna il coro in due semicori, entrambi guidati da un coreta, mentre il corifeo assumeva il ruolo di rappresentante del coro dialogando, nelle cene, con gli attori in rappresentanza del coro stesso.

Plastico ricostruttivo di una scena monumentale teatrale.
Il coro esordiva nella parodo e cantava, di norma, negli stasimi; non era insolito servirsene all’interno delle scene in dialoghi diretti fra l’attore e il coro, i commi, e fra una scena e l’altra di uno stesso episodio, i canti episodici.
Con le riforme della fine del V secolo il coro perde larga parte della sua importanza: gli attori iniziano a loro volta a portare in scena delle liriche.
Le parti corali si presentavano in metri lirici e utilizzavano il dialetto dorico.
Il registro sintattico utilizzava un livello linguistico di elevato livello, sintassi perfette e si tendevano ad evitare modi colloquiali a scapito di quelli formali.


