La tragedia greca

Origini

A tutt’oggi il problema delle origini della tragedia costituisce argomento di forte dibattito.

La parola è di orgine attica, anche se la parola dramma è invece peloponnesiaca.

Etimologicamente sembrerebbe derivare da “canto per il capro” in cui il capro però poteva benissimo costituire il premio della gara.

Secondo il Bentley invecec deriverebbe da “canto dei capri” quindi il canto degli attori travestiti da capri, o da satiri. La prima interpretazione separa di netto la tragedia dal dramma satiresco, la seconda invece ne ricostituisce l’unità.

Suonatore di lira in marmo delle Cicladi risalente al 2000 a. C. circa. Oggi conservato nel Museo Nazionale di Atene

Suonatore di lira in marmo delle Cicladi risalente al 2000 a. C. circa. Oggi conservato nel Museo Nazionale di Atene.

Le innovazioni apportate al ditirambo da Arione, VII a. C., durante la sua permanenza a Corinto presso la corte del tiranno Periandro furono senza ombra di dubbio epocali: fu il primo a dare un titolo ai suoi componimenti utile per una immediata identificazione dell’argomento dei versi. Il Patzer da queste informazioni, pervenutaci anche dalla Suda e da Erodoto, asserisce che i ditirambi di Arione contenessero senza ombra di dubbio, oltre il tema dionisiaco, anche miti eroici. I suoi detrattori ritengono che la scarsità di risalto che i contemporanei diedero per un presunto epocale ampliamento del tema del ditirambo sia prova bastevole per rendere causale il titolo dato da Arione e quindi per invalidare la teoria. Inoltre la difficile ed equivoca traduzione di alcuni termini della Suda andrebbero soppesati in maniera decisamente ponderata prima di azzardare ipotesi simili.

Sembrerebbe plausibile che la tragedia sia una evoluzione del dramma satiresco, a sua volta evoluzione del ditirambo; L. R. Farnell e W. Ridgeway hanno però ipotizzato una sua origine estremamente più antica, facendola derivare da una forma mimico - drammatica in onore degli eroi strettamente connessa a riti magico - religiosi della fecondità, assimilandola alle danze animiste dei popoli primitivi e retrodatandola in questo modo alla preistoria. Secondo A. Dieterich e M. Nilsson, invece, deriverebbe dai lamenti funebri che si sarebbero commisti in un secondo momento con l'elemento dionisiaco.

Thalia Musa della Commedia

Thalia Musa della Commedia.

Aristotele, massima fonte antica in merito, ci informa che la tragedia, come la commedia, da principio era improvvisata, ed ebbe origine da “coloro che suonavano ditirambo”, mentre la commedia da “coloro che intonavano i canti fallici”. Non ci è molto di aiuto considerando che ci sono rimaste pochissime informazioni circa i ditirambi. La tragedia poi ebbe numerose mutazioni fino a raggiungere la sua maturità: il numero degli attori, l'estensione, lo stile, il metro, la disposizione degli episodi.