La tragedia greca

Tespi

Si è soliti attribuire l’invenzione della tragedia al vincitore del primo premio del primo concorso drammatico di Atene nel 534 a.C. Nato nel 566, ebbe la geniale intuizione di separare l’attore dal coro, mettendolo così in grado di dare il via all’azione drammatica di un’intensità ben superiore a quella cui si limitavano le semplici canzoni drammatiche intonate dai cori.

Affresco parietale di danzatore rinvenuto a Cnosso. Creta, Grecia

Affresco parietale di danzatore rinvenuto a Cnosso. Creta, Grecia.

Orazio ci informa che Tespi era solito portare la sua arte, e i suoi artisti, in giro per l’Attica con un carro, fermandosi di città in città per dare vita al suo spettacolo: attori con visi dipinti formavano il coro mentre un terzo attore recitava i versi dell’opera. Gli argomenti storici erano temi ricorrenti delle sue rappresentazioni.

Questa innovazione non raccolse consensi unanimi fra i suoi contemporanei: Solone la riteneva decisamente blasfema e disonorevole.